Presentazione e obiettivi di Arianna

Arianna è stato presentato a Roma nella Direzione Generale dell’INPS dal presidente Gabriele Fava e dalla direttrice generale Valeria Vittimberga, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione tecnologica, Alessio Butti. L’assistente digitale, basato sull’intelligenza artificiale generativa, è già operativo sul portale inps.it e nell’app INPS Mobile. Il suo scopo principale è semplificare l’accesso alle più di 400 prestazioni offerte dall’istituto, eliminando la necessità di conoscere il nome esatto del servizio o di navigare tra decine di sezioni.

Il chatbot si rivolge soprattutto a chi ha poca dimestichezza con i servizi online, ma è utile anche a chi, pur avendo competenze digitali, trova difficile orientarsi nel linguaggio burocratico dell’INPS. L’utente descrive la propria situazione in linguaggio naturale, come farebbe allo sportello, e Arianna analizza la richiesta per indicare le prestazioni più appropriate, guidandolo passo dopo passo.

Ambiti di copertura e funzionamento tecnico

Arianna opera nei seguenti ambiti:

    • pensioni e previdenza
    • lavoro e indennità
    • sostegni economici e sussidi
    • servizi per imprese e liberi professionisti

Dal punto di vista tecnico, il sistema si basa su modelli di AI generativa e su un’architettura multi‑agente costruita con framework open source. Il perimetro delle informazioni è rigorosamente limitato a fonti verificate dall’INPS, evitando le cosiddette “allucinazioni” tipiche dei modelli generalisti. Le risposte sono brevi e seguite da domande di approfondimento, per personalizzare ulteriormente l’interazione senza identificare in modo improprio il cittadino.

Strategia sui modelli linguistici

Per le informazioni pubbliche Arianna utilizza modelli “standard di mercato”, tra cui quelli di OpenAI, con un fine‑tuning che li adatta ai guardrail dell’Istituto. Per i dati personali, l’INPS sta sviluppando un modello del welfare basato su soluzioni aperte come il francese Mistral e l’italiano Velvet, gestito interamente “end‑to‑end” in casa. Questa doppia strategia risponde a tre problemi fondamentali dei modelli generici: sovranità nazionale, tutela dei dati personali e affidabilità delle risposte.

Risultati dei test preliminari

Durante la presentazione sono stati mostrati i risultati dei test effettuati con gli utenti prima del lancio:

IndicatoreRisultato
Casi d’uso completati correttamente97% (+36,6 punti rispetto al precedente assistente)
Facilità d’uso4,8 su 5
Soddisfazione degli utenti4,5 su 5 (+18,4%)
Feedback positivicirca 9 su 10

Questi dati indicano un alto livello di efficacia e di gradimento, confermando la validità dell’approccio basato su fonti verificate e su interazioni brevi ma mirate.

Visione istituzionale e prossimi sviluppi

Il presidente Fava ha sottolineato che Arianna rappresenta il risultato di un percorso di governance digitale avviato all’inizio del suo mandato. La vera sfida, secondo lui, non è la tecnologia ma le regole: chi decide e con quali responsabilità. “Per generazioni è stato il cittadino a dover capire lo Stato. Adesso è lo Stato che deve imparare a capire il cittadino”, ha affermato.

Il sottosegretario Butti ha collegato il progetto alla visione dello “Stato agentico” promossa dal governo, definendo Arianna un punto di partenza che spera diventi “contagioso” per le altre pubbliche amministrazioni.

Attualmente Arianna opera prima del login, offrendo informazioni generali. La roadmap prevede:

    • estensione all’area personale dell’utente dopo l’autenticazione;
    • collegamento con nuovi servizi e simulatori;
    • supporto nella compilazione delle domande;
    • gestione delle segnalazioni.

Impatto sul settore privato: assistenti AI per le PMI

Le tecnologie alla base di Arianna, come le architetture multi‑agente e il modello RAG (Retrieval‑Augmented Generation), non sono più esclusive delle grandi amministrazioni. Anche le piccole e medie imprese possono implementare chatbot capaci di recuperare informazioni dal proprio sito e rielaborarle in linguaggio naturale, evitando le allucinazioni tipiche dei modelli generici.

Soluzioni italiane come IKIbrain offrono chatbot AI di ultima generazione integrabili in qualsiasi sito web, consentendo alle imprese di fornire assistenza contestualizzata, precisa e disponibile 24/7.

Quali siti traggono maggior beneficio?

Le categorie più adatte all’adozione di assistenti AI includono:

    • Siti complessi con molte pagine e informazioni tecniche, dove l’utente fatica a trovare ciò che cerca.
    • Siti ad alto traffico con richieste ripetitive, per ridurre il carico di lavoro del personale.
    • Siti con pubblico internazionale, grazie alla capacità multilingue dei chatbot avanzati.
    • Qualsiasi sito che desideri diventare “conversazionale”, passando dalla navigazione tradizionale al dialogo in linguaggio naturale.

Conclusioni

Arianna dimostra che l’intelligenza artificiale generativa, se implementata con un perimetro chiuso di fonti verificate, può trasformare l’esperienza digitale dei cittadini, rendendo più accessibili servizi complessi e riducendo le barriere burocratiche. Il progetto dell’INPS non solo migliora l’interazione con lo Stato, ma fornisce un modello replicabile per le pubbliche amministrazioni e per le imprese private, segnando un passo decisivo verso un web più conversazionale e orientato al cittadino.