Il Tribunale generale dell’Unione europea ha respinto i ricorsi presentati da Apple contro la designazione come gatekeeper per App Store e iOS, confermando l’applicazione del Digital Markets Act (DMA). Questa decisione obbligherà Apple a rispettare le normative del DMA, in particolare quelle relative all’accesso a store alternativi e alla possibilità di utilizzare metodi di pagamento esterni.
La Commissione europea aveva inizialmente designato Apple come gatekeeper per tre servizi, ovvero App Store, iOS e Safari. Successivamente, il sistema iPadOS è stato incluso, mentre iMessage è stato escluso al termine dell’indagine. Apple aveva sfidato questa decisione, sostenendo che la Commissione avesse frainteso le soglie quantitative stabilite per la designazione di un gatekeeper.
Gli App Store sono cinque, ma contano come uno
Apple aveva presentato il ricorso a fine 2023 e l’udienza si è conclusa due anni dopo. L’azienda aveva esposto le sue motivazioni affermando che la Commissione europea aveva erronamente contato un unico App Store per cinque sistemi operativi differenti: iOS, iPadOS, macOS, watchOS e tvOS. Secondo Cupertino, gli App Store sarebbero cinque in totale.
Tuttavia, il Tribunale ha confermato la valutazione della Commissione europea, che considera le diverse versioni dell’App Store come un unico Core Platform Service (CPS). Nella sua sentenza, il Tribunale ha spiegato:
A prescindere dai dispositivi interessati, tali store perseguono una finalità identica, vale a dire mettere in contatto gli sviluppatori di applicazioni e gli utenti finali al fine di facilitare la distribuzione di applicazioni software.
Il Tribunale ha anche rifiutato di riconsiderare le differenze addotte da Apple per sostenere che ciascun store costituisce un CPS distintivo. Le motivazioni di Apple non sono state accettate, giacché si basano principalmente sulle caratteristiche proprie dei dispositivi interessati e non giustificano la distinzione tra diversi CPS.
Il futuro di iMessage e la posizione di Apple
Apple aveva contestato anche la designazione di iMessage come Core Platform Service. La Commissione europea non ha esteso gli obblighi del DMA a questo servizio, anche se ha mantenuto la designazione. C’è la possibilità che in futuro, se iMessage supererà la soglia minima stabilita, venga soggetto alle norme DMF anche lui.
Il Tribunale ha considerato irricevibile il ricorso riguardante iMessage, poiché non è soggetto agli obblighi del DMA. Non è chiaro se Apple presenterà nuovamente ricorso alla Corte di Giustizia. L’azienda però ha ribadito le sue critiche alla legge:
Crediamo fermamente che il mandato della DMA vada oltre ciò che è legale e proporzionato, minacciando di erodere decenni di protezioni della privacy e della sicurezza che abbiamo costruito e lasciando i nostri utenti vulnerabili a nuovi rischi.
Apple ha espresso l’impegno a continuare a supportare l’innovazione e la privacy per i propri clienti europei.
Prossimi passi legali per Apple
Il Tribunale deve ancora pronunciarsi sulla decisione riguardo ad altri due ricorsi presentati da Apple. Si tratta dell’interoperabilità di iOS e della sanzione di 500 milioni di euro comminata per la non conformità al DMA. Queste questioni saranno esaminate nei prossimi mesi.
I commenti degli esperti
La decisione del Tribunale ha sollevato molti commenti da parte di osservatori del mercato digitale. Alcuni analisti sottolineano come questa sentenza rappresenti un duro colpo per Apple e un precedente importante per il mercato digitale europeo, dove si mira a contrastare la posizione di dominio delle grandi piattaforme. Altri esperti, invece, esprimono preoccupazione per il fatto che il DMA possa ridurre la sicurezza degli utenti, in particolare in relazione agli store alternativi.
