Chi è Cathedral e come è nata
Cathedral è una startup statunitense di cybersecurity militare, fondata da ex membri del Department of Government Efficiency (DOGE), l’organo creato dall’amministrazione Trump per ridurre la spesa federale. L’azienda opera in modalità silenziosa, con poche informazioni pubbliche, e punta a ottenere contratti governativi per operazioni cibernetiche offensive e difensive, anche contro avversari come la Cina.
Nel luglio 2024, secondo The Next Web, Cathedral ha raccolto 160 milioni di dollari in un round di finanziamento guidato da Andreessen Horowitz e Sequoia Capital, raggiungendo una valutazione di 1,4 miliardi di dollari. La stessa fonte ha definito il round “Pulse 2.0”, finalizzato a sostenere attività di cyber‑warfare basate sull’intelligenza artificiale.
Il contesto di Anthropic
Anthropic è la società dietro l’assistente IA Claude. Negli ultimi mesi ha promosso un programma di bug bounty, invitando ricercatori esterni a segnalare vulnerabilità nei propri sistemi. Prima di questo episodio, Anthropic si era distinta per aver identificato più di 6 000 vulnerabilità in 591 progetti open source, grazie a ricerche assistite da IA.
La notizia della violazione è emersa dal Washington Post del 26 ottobre 2024, che ha riportato che gli agenti IA di Cathedral sarebbero riusciti a penetrare i sistemi interni di Anthropic in meno di 12 ore.
Come è avvenuta la penetrazione
- Gli agenti hanno sfruttato debolezze in un software amministrativo di terze parti, usato da Anthropic per la gestione interna.
- Il lavoro è stato svolto all’interno del programma di bug bounty, dove i ricercatori hanno un accesso limitato a determinati ambienti di test.
- Secondo il rapporto preliminare di Cathedral, gli agenti hanno avuto accesso a dati di retribuzioni, offerte di lavoro, trascrizioni di riunioni e discussioni interne su Slack.
- Il materiale rubato era di natura amministrativa e non tecnico: non sono stati toccati i prompt dei clienti, le risposte di Claude, il codice sorgente né i pesi dei modelli.
Le versioni contrastanti di Anthropic e Cathedral
Anthropic ha risposto al Post con una dichiarazione più contenuta, affermando che i ricercatori hanno toccato “una collezione limitata di sistemi di vendita, risorse umane e IT”, accedendo solo a “contatti aziendali di base e registri di account”.
Secondo Anthropic, i prompt dei clienti, le conversazioni, il codice e i pesi dei modelli sono rimasti fuori dalla portata degli agenti. L’attività è stata rilevata internamente prima della segnalazione di Cathedral e l’accesso è stato revocato lo stesso giorno.
Cathedral, invece, sostiene di aver rispettato i limiti imposti dal programma di bug bounty e di aver interrotto la ricerca non appena ha ottenuto i dati richiesti.
Il nodo centrale: il perimetro del programma
In un programma di bug bounty, il “perimetro” definisce quali sistemi possono essere toccati e fino a che punto si può penetrare nei dati. La disputa tra le due parti ruota proprio su questa delimitazione: Cathedral afferma di essersi fermata entro i confini stabiliti, Anthropic sostiene che le regole non siano state pienamente rispettate.
Il coinvolgimento del Pentagono
Un elemento chiave della vicenda è la figura di Gavin Kliger, co‑fondatore di Cathedral, che fino ad aprile 2026 è stato chief data officer del Pentagono. In quel ruolo, Kliger ha seguito la disputa legale tra il Dipartimento della Difesa e Anthropic riguardo l’uso militare di Claude.
Nel settembre 2024, un tribunale federale di appello ha deciso, con voto 2‑1, che il Pentagono può escludere Anthropic dalla propria catena di fornitura, a causa del rifiuto di rimuovere restrizioni sull’uso letale autonomo e sulla sorveglianza domestica.
Cathedral, secondo un alto funzionario dell’amministrazione Trump citato dal Washington Post, ha già contratti con tre agenzie federali e collabora con il governo su scenari di IA avversaria. Il funzionario ha avvertito che, se una startup così giovane può penetrare Anthropic, “i cinesi non sono lontani”.
Implicazioni per gli utenti di Claude e per le imprese
Per gli utenti finali di Claude non è richiesto alcun intervento immediato: Anthropic assicura che le conversazioni dei clienti non siano state compromesse e che la vulnerabilità è stata chiusa.
Le imprese, invece, dovrebbero riconsiderare l’uso di servizi di terze parti per la gestione amministrativa. Il caso dimostra come un componente apparentemente marginale – un software di gestione esterno – possa diventare il punto di ingresso per attacchi sofisticati.
La velocità dichiarata della penetrazione (meno di 12 ore) è stata riportata solo da Cathedral e non verificata da fonti indipendenti. Tuttavia, la vicenda si inserisce in un più ampio contesto di attacchi rapidi: ad esempio, tre ricercatori hanno violato OpenAI in 72 ore, e Anthropic stessa ha ammesso che “un hacker con IA equivale a un gruppo statale”.
Regolamentazione e future prospettive
- La Commissione Europea ha richiesto a OpenAI e Anthropic di fornire spiegazioni sulle loro pratiche di sicurezza.
- La “guida degli agenti IA che operano senza permesso” elenca questo caso tra le incursioni più rilevanti degli ultimi mesi.
- Il dibattito sul perimetro dei programmi di bug bounty si intensifica, con richieste di maggiore trasparenza sui limiti di test consentiti.
Limiti della narrazione
Le informazioni sulle 12 ore e sulla lista dei dati raggiunti provengono da un rapporto preliminare redatto da Cathedral, la parte esecutrice del test. Nessuna autorità indipendente ha ancora verificato né il tempo né i contenuti specifici dell’attacco.
Anthropic conferma solo l’accesso a un “insieme limitato di sistemi” e contesta la lettura di “sicurezza nazionale” avanzata da Cathedral. Il peso reale dell’incidente dipenderà dalla successiva pubblicazione del rapporto definitivo e dalle regole ufficiali del programma di bug bounty.
