Negli Stati Uniti lo shopping è più di un semplice acquisto: è una routine quotidiana che molte persone vivono sia online che offline, come dimostrano gli influencer di Costco che promuovono il “carrello perpetuo”. Tuttavia, l’avvento degli assistenti intelligenti sta cambiando le dinamiche tradizionali, e le grandi catene stanno reagendo in modi opposti.

Amazon chiude la porta agli agenti AI

Il gigante dell’e‑commerce Amazon ha deciso di bloccare l’accesso a Muse, l’assistente AI di Meta, e a qualsiasi altro agente automatizzato che tenti di completare transazioni sul suo sito. La motivazione dichiarata è la protezione del proprio ecosistema commerciale da “intermediari non testati” che potrebbero infiltrarsi nella catena di vendita.

Secondo gli analisti di Bank of America, guidati da Christopher Nardone, la scelta di Amazon è anche una difesa contro la perdita di controllo sui dati dei consumatori e sull’esperienza di acquisto. Sebbene la maggior parte degli utenti utilizzi ancora gli strumenti AI per la ricerca piuttosto che per l’acquisto diretto, la mossa di Amazon è vista come un avvertimento per il resto del settore.

Rischi percepiti

    • Possibile dipendenza da piattaforme esterne per la gestione delle vendite.
    • Perdita di dati sensibili sui consumatori.
    • Creazione di un “middleman” tecnologico che potrebbe monopolizzare il flusso di acquisti.

Walmart abbraccia l’AI con entusiasmo

Al contrario di Amazon, Walmart ha scelto di aprire le porte agli agenti AI, vedendo in questa apertura una possibilità di differenziarsi e di guadagnare quote di mercato. Nella nota pubblicata lunedì, gli analisti di Bank of America hanno evidenziato tre fattori chiave che posizionano Walmart in modo favorevole:

Integrazione con più ecosistemi AI: Walmart collabora con Muse di Meta, ma anche con altri fornitori di intelligenza artificiale, creando un ambiente flessibile per gli sviluppatori.

Sviluppo del proprio assistente “Sparky”: un agente interno progettato per guidare i clienti attraverso il catalogo, suggerire prodotti e completare gli acquisti con pochi comandi vocali o testuali.

Partnership strategiche: oltre a Muse, Walmart lavora con Best Buy e Ulta, formando un consorzio di retailer che puntano tutti a una nuova forma di commercio digitale.

Strategie di Walmart

    • Implementare assistenti AI sia su piattaforme mobili che su dispositivi “screenless” (es. smart speaker).
    • Utilizzare i dati raccolti dagli agenti per ottimizzare le campagne pubblicitarie interne.
    • Offrire incentivi ai consumatori che scelgono l’assistente AI per completare gli acquisti, come sconti o punti fedeltà.

Le implicazioni per il mercato e la pubblicità

Il cambiamento di paradigma introdotto dagli agenti AI non riguarda solo la modalità di acquisto, ma anche l’intero ecosistema pubblicitario. Se, come ipotizza Nardone, i futuri “computer senza schermo” saranno loro a finalizzare le transazioni, la pubblicità tradizionale potrebbe perdere parte del suo potere di influenza.

Walmart, già attivo nel settore pubblicitario, potrebbe trarre vantaggio dal controllo diretto sui dati di acquisto generati dagli assistenti AI, permettendo campagne più mirate e una migliore attribuzione del ROI. Tuttavia, la mancanza di trasparenza su come questi agenti presentino i prodotti potrebbe sollevare nuove questioni normative.

Possibili scenari futuri

    • Diffusione rapida: gli agenti AI diventano la norma, riducendo il ruolo delle interfacce tradizionali.
    • Resistenza dei concorrenti: altri retailer potrebbero seguire l’esempio di Amazon, creando un mercato diviso tra “open AI” e “closed AI”.
    • Regolamentazione: autorità come la FTC potrebbero introdurre norme per garantire trasparenza e protezione dei consumatori.

Conclusioni

Il blocco di Amazon agli agenti AI rappresenta una strategia difensiva volta a preservare il proprio dominio, mentre Walmart vede nell’accoglienza di queste tecnologie un’opportunità di crescita e innovazione. Il futuro dello shopping dipenderà dalla capacità dei consumatori di fidarsi degli assistenti digitali e dalla volontà delle aziende di bilanciare apertura e sicurezza. Solo il tempo dirà se l’AI diventerà il nuovo “cassa” dei negozi o se resterà un utile strumento di ricerca senza un impatto reale sulle vendite.