Una recente indagine Gartner condotta su 2.002 CIO e dirigenti tecnologici di imprese e organizzazioni pubbliche ha rivelato che solo il 13% delle aziende ha ottenuto dall’AI un valore significativo o trasformativo. Il dato proviene dalla 2027 Gartner CIO and Technology Executive Survey, svolta online dal 4 maggio al 6 luglio 2026, e pubblicata nel rapporto Bridging the AI Trough: 3 Gaps to Close for the 2027 CIO and Technology Executive Agenda il 12 ottobre.

Il panorama dei risultati

Secondo Alicia Mullery, vicepresidente e analista Gartner, il volume di iniziative AI è una misura diversa dal valore effettivamente generato. Nel suo intervento al Gartner IT Symposium/Xpo di Orlando (19 ottobre) ha evidenziato due competizioni: da un lato i fornitori che lanciano nuovi strumenti, dall’altro le aziende che devono trasformarli in risultati verificabili.

Il 13% dei rispondenti si suddivide in:

    • 2% che dichiara una trasformazione aziendale;
    • 11% che registra benefici significativi, come miglioramenti misurabili di produttività, qualità, costi e ricavi.

Un ulteriore 29% segnala benefici moderati, 47% risultati minimi e 11% nessun risultato. Queste percentuali emergono da 1.979 risposte valide alla specifica domanda del rapporto.

Il divario tra sperimentazione e successo

Tra il 2024 e il 2025, il numero di casi d’uso AI censiti è quadruplicato, passando da 10 a 42, ma il tasso di successo è rimasto intorno a uno su cinque. La ricerca AI Maturity and Organizational Mandates for 2026, condotta tra ottobre e dicembre 2025 su 402 responsabili con almeno un progetto AI in produzione, mostra che l’espansione delle sperimentazioni è stata molto più rapida del miglioramento della loro efficacia.

Una seconda indagine, la 2027 CEO Survey, realizzata nell’aprile‑maggio 2026 su 203 amministratori delegati, rileva che il 44% fatica a dimostrare ritorni finanziari dell’AI, pur prevedendo che il 75% aumenterà gli investimenti tecnologici. L’80% ritiene che la tecnologia sia ormai parte della strategia aziendale e il 63% vede nella riprogettazione del modello operativo una leva per accelerare i risultati economici dell’AI.

Le organizzazioni “vanguard”

Gartner individua un ristretto gruppo di organizzazioni, chiamate “vanguard”, che combinano risultati aziendali superiori a una forte percezione del valore dell’AI da parte del CEO. Solo l’11% dei dirigenti tecnologici intervistati rientra in questo gruppo. La distinzione non è legata a budget IT più elevati o a grandi organici, ma a scelte gestionali e organizzative.

Le tre pratiche chiave

Per chi vuole replicare il successo, Gartner evidenzia tre pratiche ricorrenti tra le aziende vanguard:

    • Contabilità dei costi condivisa con il CFO: costruire un business case con il CFO, attribuire consumi e costi operativi, definire soglie di riesame e responsabilità per sostituzione o ritiro dei modelli.
    • Criteri per fermare i progetti a basso rendimento: stabilire metriche chiare di successo e disinvestire tempestivamente da iniziative che non raggiungono gli obiettivi.
    • Riprogettazione del lavoro per persone e agenti AI: ridisegnare i processi operativi includendo ruoli di supervisione, approvazione e gestione degli errori per gli agenti AI.

Contabilità industriale e total cost of ownership

Il 58% dei CIO subisce pressioni per ridurre i costi con l’AI, ma il 51% prevede un aumento del total cost of ownership (TCO) delle soluzioni. A differenza dei progetti tradizionali, dove molti costi sono fissi nella fase di acquisto, l’AI presenta costi variabili legati all’uso, al livello di autonomia e all’affidabilità richiesti.

Nel 2027, il budget IT complessivo dovrebbe crescere del 3,7% nominale (0,6% al netto dell’inflazione), mentre gli investimenti in AI generativa e agentica cresceranno rispettivamente del 31% e del 32%.

Costi nelle diverse fasi del ciclo di vita

Il 62% dei CIO prevede costi iniziali ridotti grazie a sviluppo accelerato, ma il 45% attende costi operativi più alti e il 38% spese di manutenzione maggiori. Per l’esercizio quotidiano, il 43% si aspetta una diminuzione dei costi, influenzata da carico di lavoro, architettura e supervisione necessaria.

Il ruolo dei token e delle integrazioni

L’utilizzo di modelli su documenti aziendali richiede preparazione dei dati, collegamento delle fonti, verifica dell’accuratezza, integrazioni, aggiornamenti, controlli umani e approvazioni. Quando gli agenti modificano ordini o pratiche, aumenta la supervisione e la gestione degli errori, modificando il mix tra costo del modello, lavoro umano e costi di processo.

Collaborazione CIO‑CFO

Gartner raccomanda che CIO e CFO costruiscano insieme il business case, stabilendo:

    • Chi è responsabile dei consumi e dei costi operativi;
    • Quali soglie attivano un riesame;
    • Chi paga quando un modello viene sostituito o ritirato.

Le aziende con piani aggiornati di attribuzione dei costi sono 2,6 volte più spesso nel gruppo vanguard. I responsabili IT di queste organizzazioni dedicano il 50% di tempo in più a discussioni AI con la direzione finanziaria rispetto ai colleghi.

La realtà dei piani di attribuzione

Solo il 4% dei CIO dichiara di avere un piano rivisto per stabilire chi possiede e chi paga le soluzioni tecnologiche, comprese quelle sviluppate fuori dalla funzione IT. Senza tale attribuzione, un agente creato in un reparto può consumare risorse comuni, richiedere manutenzione e generare lavoro di controllo senza che nessuno ne valuti il costo nel ciclo di vita.

In conclusione, la “ricetta” per generare valore dall’AI non è segreta, ma richiede disciplina nella contabilità dei costi, capacità di interrompere progetti non profittevoli e una riprogettazione organizzativa che integri persone e agenti AI in modo sinergico.