Avvio della consultazione e obiettivi principali

Il 20 ottobre 2026 il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e l’Istituto italiano di intelligenza artificiale per l’industria (Ai4i) hanno avviato una consultazione pubblica volta a ricostruire la filiera dell’intelligenza artificiale in Italia. L’iniziativa coinvolge imprese, startup, centri di ricerca, fornitori tecnologici e organizzazioni attive nella produzione e nell’integrazione di soluzioni basate sull’AI.

Il questionario resterà disponibile fino al 20 novembre 2026. Le informazioni raccolte serviranno a definire le priorità delle politiche industriali e degli interventi pubblici per l’innovazione, analizzando l’intera catena del valore, dalla componentistica hardware alle infrastrutture di calcolo, dalla gestione dei dati allo sviluppo dei modelli, fino alle applicazioni industriali e ai sistemi robotici.

Perché è necessaria una mappatura

Il mercato italiano dell’intelligenza artificiale cresce rapidamente, ma la diffusione delle tecnologie nelle imprese rimane disomogenea. La disponibilità di competenze, infrastrutture e fornitori specializzati è determinante per trasformare gli investimenti in capacità produttiva.

La consultazione nasce dall’esigenza di conoscere la struttura industriale dell’AI presente sul territorio nazionale, poiché la semplice crescita della domanda non permette di stabilire quanta parte del valore economico venga effettivamente prodotta in Italia.

Struttura della filiera AI e componenti chiave

Un’impresa può utilizzare un modello sviluppato all’estero, acquistare capacità computazionale da un fornitore internazionale e affidare a un integratore italiano l’adattamento della soluzione ai propri processi. In questo caso l’adozione dell’AI genera attività economica nazionale, ma una parte delle tecnologie fondamentali rimane controllata da operatori esteri.

La mappatura punta a distinguere le diverse componenti dell’ecosistema:

    • Produttori di tecnologia hardware
    • Sviluppatori di modelli e algoritmi
    • Gestori di infrastrutture di calcolo
    • Fornitori di dati
    • Integrator i e consulenti tecnologici
    • Imprese che realizzano applicazioni specialistiche

L’obiettivo dichiarato da MIMIT e Ai4i è individuare punti di forza, fabbisogni, criticità e priorità di intervento. I risultati potranno orientare iniziative pubbliche dedicate alla ricerca applicata, al trasferimento tecnologico e alla diffusione dell’intelligenza artificiale nel sistema produttivo.

Livelli della catena del valore

Alla base si trovano i componenti hardware e le infrastrutture di calcolo: processori specializzati, server, sistemi di archiviazione e data center forniscono la capacità necessaria per addestrare ed eseguire i modelli.

Un secondo livello riguarda i dati: raccolta, organizzazione, qualità, protezione e disponibilità delle informazioni utilizzate per sviluppare i sistemi intelligenti. L’accesso a dati affidabili influisce direttamente sulle prestazioni delle applicazioni.

Segue lo sviluppo degli algoritmi e dei modelli, la progettazione del software e l’integrazione nei processi aziendali, con la partecipazione di società di consulenza, fornitori di piattaforme e imprese specializzate nell’adattamento delle soluzioni a esigenze produttive specifiche.

Contesto di mercato e sfide strutturali

Secondo il rapporto “Il Digitale in Italia 2026”, presentato il 1° luglio 2026 da Anitec‑Assinform e realizzato con NetConsulting cube, nel 2025 la spesa italiana destinata alle tecnologie di intelligenza artificiale ha raggiunto 1,38 miliardi di euro, registrando un incremento del 47,6 %.

Il mercato digitale nazionale ha totalizzato 84,4 miliardi di euro, con una crescita del 3,4 % rispetto al 2024. I servizi informatici hanno raggiunto 18,8 miliardi, sostenuti anche dalla domanda di cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale.

Il rapporto segnala tuttavia ostacoli strutturali: carenza di competenze specialistiche, differenze territoriali e divario tecnologico tra grandi aziende e PMI.

Dati sull’adozione dell’AI nelle imprese

L’indagine “Imprese e ICT – Anno 2025”, pubblicata il 15 dicembre 2025 dall’Istat, evidenzia che il 16,4 % delle imprese italiane con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. La diffusione è più alta tra le grandi imprese (53,1 % tra quelle con almeno 250 addetti) rispetto alle PMI (15,7 %).

Questi risultati sottolineano la necessità di una mappatura che consideri anche le condizioni per portare le soluzioni sul mercato: personale qualificato, accesso ai dati, risorse finanziarie e capacità di integrazione.

Settori strategici per l’AI in Italia

Nel documento di presentazione, MIMIT e Ai4i individuano alcuni settori in cui le competenze italiane possono contribuire allo sviluppo di applicazioni industriali dell’intelligenza artificiale:

    • Manifattura avanzata
    • Automazione e robotica
    • Aerospazio
    • Technologie biomedicali
    • Agroalimentare

Nel settore manifatturiero, gli algoritmi analizzano dati provenienti dai macchinari per individuare anomalie, migliorare il controllo qualità e programmare interventi di manutenzione.

In robotica, l’AI consente lo sviluppo di sistemi capaci di interpretare informazioni dai sensori e adattare il proprio comportamento in tempo reale.

L’aerospazio richiede elaborazione di grandi volumi di dati, simulazione e controllo di sistemi complessi, mentre le tecnologie biomedicali necessitano di modelli affidabili, dati appropriati e verifiche rigorose delle prestazioni.

Nel settore agroalimentare, le applicazioni includono monitoraggio delle coltivazioni, analisi delle condizioni ambientali e automazione delle lavorazioni.

Prospettive future e ruolo della consultazione

La competitività di questi comparti dipende dalla capacità di combinare conoscenze industriali e strumenti digitali. L’integrazione delle tecnologie nei prodotti e nei processi costituisce una componente della filiera distinta dallo sviluppo dei modelli generalisti.

La consultazione costituisce una fase conoscitiva: il suo avvio non coincide con l’approvazione di nuovi incentivi o finanziamenti, ma fornirà le basi per future politiche di sostegno.

Raccogliendo dati sulla posizione delle aziende nei diversi segmenti industriali, sul loro grado di specializzazione e sulle relazioni con altri operatori, la mappatura aiuterà a misurare il valore prodotto dai fornitori nazionali e a indirizzare interventi mirati per colmare le lacune di competenze, infrastrutture e accesso ai dati.

In conclusione, l’iniziativa del MIMIT e di Ai4i rappresenta un passo cruciale per trasformare la crescita dell’investimento in intelligenza artificiale in una reale capacità produttiva nazionale, favorendo una diffusione più equa e sostenibile delle tecnologie AI across il tessuto industriale italiano.