Secondo il rapporto Europe’s Agentic Opportunity: Moving from Breadth to Depth with AI Agents, pubblicato da OpenAI Economic Research nell’ottobre 2026, le piccole e medie imprese italiane hanno registrato una crescita di 10,8 volte degli utenti attivi settimanali di agenti AI tra maggio e l’inizio di ottobre 2026. Solo il Belgio, con un aumento di 12,1 volte, ha superato l’Italia.
Andamento dell’uso agentico in Italia
L’Italia si posiziona al secondo posto in Europa per accelerazione nell’adozione degli agenti AI nelle PMI. Il dato è basato sugli account aziendali osservati da OpenAI, che includono più di 200 utenti per account, una classificazione di prodotto distinta dalla definizione legale europea di PMI.
Nel medesimo periodo, la quota di token di output agentici prodotti dagli account italiani è del 65 %, superiore a Germania (51 %) e Francia (55 %). A livello europeo, a fine settembre, la quota complessiva di token agentici (Codex, ChatGPT Work, ecc.) ha raggiunto il 55 %.
Che cosa misurano i token?
I token indicano l’intensità di utilizzo dei prodotti OpenAI, ma non il valore economico o la produttività generata. Un alto numero di token può riflettere una maggiore quantità di testo prodotto da un agente che esegue più passaggi, senza implicare che una percentuale analoga di dipendenti stia effettivamente usando gli agenti.
- Codex ha generato il 34 % dei token di testo.
- ChatGPT Work, introdotto a luglio, ha prodotto il 21 % dei token.
- ChatGPT ha rappresentato il restante 45 % dell’output analizzato.
Dal supporto puntuale all’esecuzione di processi
La differenza cruciale è tra utilizzare l’AI per una risposta immediata e affidarle una sequenza di azioni fino al completamento di un incarico. Un agente può organizzare passaggi successivi, impiegare strumenti informatici, elaborare file e verificare l’avanzamento di un’attività, ma la sua autonomia è limitata da permessi, disponibilità di strumenti e supervisione umana.
Per le imprese, l’integrazione nel flusso di lavoro è la posta in gioco. Una risposta generata può velocizzare la bozza di un documento, mentre una procedura agentica completa può coordinare raccolta di informazioni, trasformazioni dati e controlli preliminari.
Benefici e limiti
I potenziali vantaggi devono essere misurati sul lavoro finito e corretto, non solo sulla quantità di attività affidate alla macchina. Senza dati aziendali ordinati, procedure stabili, personale formato e controlli sui risultati, l’aumento di token non si traduce automaticamente in guadagni di produttività.
Confronto europeo e distribuzione geografica
La Lituania guida con l’85 % di token agentici, seguita da Cipro (81 %), Ungheria (79 %) e Polonia (76 %). L’Italia occupa il decimo posto tra i 27 Paesi dell’UE con il 65 %, davanti a Slovacchia, Belgio, Danimarca, Francia e Germania. Ai livelli più bassi troviamo Austria (26 %) e Slovenia (22 %).
Queste percentuali riflettono l’intensità d’uso all’interno degli account OpenAI osservati, non la penetrazione di mercato a livello nazionale. Il rapporto non quantifica il numero assoluto di imprese coinvolte né la loro quota sul totale nazionale.
Variazioni tra paesi
Nel periodo dal 1‑7 maggio al 29 settembre‑5 ottobre 2026, la crescita degli utenti agentici attivi settimanali è stata di 8,1 volte nell’UE. Il Belgio ha registrato il più alto moltiplicatore (12,1), seguito da Italia (10,8), Lussemburgo (10), Danimarca (9,9) e Grecia (9,8). Anche la Finlandia ha mostrato una crescita significativa (5,1 volte).
Impatto sulle PMI e prospettive future
Le PMI costituiscono la spina dorsale dell’economia europea, assorbendo una parte sostanziale dell’occupazione privata. Gli agenti AI possono automatizzare la preparazione di offerte, l’analisi documentale, le verifiche o l’assistenza interna, fornendo capacità operative aggiuntive a organizzazioni prive di grandi reparti IT.
Tuttavia, per trasformare questa opportunità in vantaggio economico, è necessario:
- Implementare dati aziendali ordinati e procedure stabili.
- Formare il personale all’uso efficace degli agenti.
- Stabilire controlli di qualità sui risultati prodotti.
Diffusione dell’AI in Europa
Secondo Eurostat, nel 2025 il 20 % delle imprese UE con almeno dieci dipendenti usava tecnologie AI, contro il 13,5 % del 2024, con una crescita di 6,5 punti percentuali. L’adozione era più alta nelle grandi imprese (55 %) rispetto a quelle medie (30,4 %) e piccole (17 %).
La fotografia europea evidenzia un divario dimensionale: le grandi aziende hanno maggiori risorse per integrare tecnologie avanzate, mentre le piccole imprese rischiano di rimanere indietro se non adottano soluzioni agentiche che riducono le barriere organizzative.
Conclusioni
L’Italia dimostra una forte intensità d’uso degli agenti AI nelle PMI, con una crescita impressionante di 10,8 volte in soli cinque mesi. Tuttavia, la sfida rimane trasformare questa crescita in produttività misurabile. Solo attraverso una combinazione di dati strutturati, formazione adeguata e controlli rigorosi le imprese potranno capitalizzare sul potenziale degli agenti AI e contribuire a una maggiore competitività del tessuto produttivo nazionale.
